Mostra personale di Alessandro Gioli

Alberi e persone in attesa della Primavera

La fatica e il piacere, l’ingegno e l’abilità manuale come dimensione del disegno nel racconto dell’architetto fiorentino Alessandro Gioli.

Mostra personale di Alessandro Gioli

“Il disegno è il dispiegamento di un’idea che la mano riesce con grande fatica a compiere. Si disegna con sofferenza, fatica. Sì, c’è anche divertimento, ma l’esercizio è un esercizio continuo che mette insieme ingegno e abilità manuale”.

L’architetto fiorentino Alessandro Gioli spiega così la sua opera che a Udine – Casa della Confraternita in castello – si dispiega nelle 28 opere dell’allestimento visitabile fino al 28 giugno. Sono rappresentative dei due processi attraverso i quali nasce e si sviluppa un disegno e più in generale l’opera di un artista:

“Sono quelli che nella musica erano di Salieri e Mozart o in architettura di Giovanni Michelucci, che ha firmato anche la chiesa di Longarone, e di Aldo Rossi”

ha detto Gioli venerdì 5 giugno intervenendo alla vernice dell’esposizione voluta e organizzata dall’associazione C.O.R.E., presieduta dalla professoressa Maria Amalia d’Aronco, nell’ambito del progetto “Soglie 2.0” per la direzione scientifica della professoressa Marisa Sestito.

“Salieri con sudore tesseva la trama musicale di una composizione, mentre Mozart si sedeva alla tastiera e suonava all’istante. Michelucci ha tracciato chilometri di segni di matita, linee che faticosamente si mettevano poi insieme per un compendio di architettutura, mentre Rossi è un disegnatore d’idee”.

Ebbene, su questi solchi, alcuni dei disegni di Gioli sono l’esplicitazione di

“idee forti che appaiono come folgorazioni e chiedono solo di essere rappresentate, non c’è scoperta nel tracciare le righe, tutto è già compiuto”.

Altre immagini, invece, come i villaggi così tipici di Gioli,

“sono frutto di elaborazione, suggerite dai borghi italiani ma senza alcuna corrispondenza, poiché sono villaggi della mente”.

Sono insistenti nell’opera di Gioli, forse perché nei borghi italiani ispiratori

“c’è l’idea di speranza”. Lì “si sta insieme, lì l’architettura è espressione di relazione sociale”.

Nei disegni di Gioli, affascinanti per purezza di linee e sapiente uso delle matite colorate, grande assente è l’uomo. Neppure l’ombra della presenza umana e invece sempre alberi importanti e spogli, dal tronco marcato e dalla ramificazione abbondante.

Un particolare che non può sfuggire, tanto che Sestito presentando l’autore si è chiesta: “Tornerà la presenza umana?” Gioli ha lasciato sospesa la risposta, dando però alcuni indizi:

“Non è vero che gli alberi siano morti perché senza foglie e gemme. Sono tutti molto vivi, ma sono in attesa della Primavera, come lo siamo tutti noi, perché mai paghi della realtà e del presente”

Gli alberi e le presenze.

Mostra personale di Alessandro Gioli

Casa della Confraternita – Castello di Udine dal 5 al 28 giugno.

Orario: venerdì e sabato 16-19
domenica 10.30-13; 16-19.

Ingresso libero.

Alessandro Gioli

Già docente di Tecnologia dell’architettura e di Progettazione dell’architettura alla facoltà di Architettura di Firenze, Gioli dal 1999 disegna con la matita colorata temi di architettura possibile ed è membro dell’Accademia delle Arti del Disegno fondata da Giorgio Vasari nel 1500.
Un evento pensato dall’Associazione C.O.R.E. con il contributo della Regione FVG e il patrocinio del Comune e dell’Università di Udine.

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Dunque gli alberi come un’umanità “sempre in attesa che qualcosa cambi”, di un supplemento di vita.

Si è, insomma, sulla “soglia”, una rappresentazione di quella condizione di passaggio – voluto, governato o ineludibile – che il progetto “Soglie 2.0” dell’associazione C.O.R.E. individua come dimensione peculiare della contemporaneità. Un’emergenza che ha inteso porre all’attenzione dei più indagando la natura (con la conferenza Ali di terra svoltasi ad aprile), la cultura (con la mostra di Gioli), i sommovimenti sociali con la grande migrazione in atto che sarà tema di quest’autunno.

“È un progetto che ci pone d’innanzi a questioni fondamentali dell’oggi, tempo in cui siamo chiamati ad oltrepassare confini, a compiere scelte ancorché difficili” ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Francesco Pirone.

E in tale prospettiva hanno contribuito a proiettare i convenuti le improvvisazioni musicali di “Altrioh! insieme alle performance della dance artist Debora Di Centa e dell’esperto di tree climbing Andrea Maroè insieme al team di SuPerAlberi.

2016-11-05T11:40:39+00:00 14 giugno, 2015|News|